
2002, Jean-Pierre e Luc Dardenne.
La regia di questi fratelli è davvero particolare ed originalissima. Si respira coi protagonisti, la macchina da presa come un angelo custode li segue senza sosta e si corre insieme a loro, si vive.
Questa bellissima tecnica l'avevo già apprezzata in un altro film che proprio non m'era piaciuto, né come trama né come attori. Qui invece ci sono entrambi gli ingredienti, quelli che servono e sono necessari.
Il film è bellissimo. Racconta una storia drammatica enunciandola di rado, facendola emergere dai piccoli gesti quotidiani in particolare del protagonista primario del film, Olivier, che ha perso il figlio, con conseguente crisi familiare, ucciso per un banale crimine. Olivier lavora in un centro di formazione lavoro per ragazzi di famiglie difficili, anche usciti dal riformatorio minorile. Insegna falegnameria.
La sorte porterà nel suo laboratorio, dopo 5 anni di riformatorio appena scontati, entrandoci giovanissimo ad 11 anni, proprio Francis, il ragazzo che ...
Come dicevo, finalmente ho visto un film dei Dardenne con trama e attori come si deve.
Straordinario Olivier Gourmet, giustamente premiato a Cannes.
Un caro ringraziamento a BadGuy che mi sta aiutando ad apprezzare questa coppia di registi.