E' sicuramente uno dei film più belli della storia del cinema. Una lezione di tutto: di uso dell'immagine, della fotografia, della musica, dei paesaggi, di tutto per trasmettere intensità e pathos a chi guarda, ammirato, un'opera d'arte che lo è in ogni singolo fotogramma.
Sì, è proprio il bravo attore americano ad aver scritto e diretto questo bel film.
Semplice, diretto, un po' alla Bukowski, in un sobborgo di New York il piccolo bar è frequentato da abituali, ognuno con la sua piccola storia nel backstage della propria vita, sia passata che presente.
Un film cult costruito ad episodi dove ognuno mette in risalto con enfasi grottesca il fatto che il senso, il significato della vita, forse, non esiste proprio.
Matt Dillon è troppo bello per interpretare Henry Chinaski, se vogliamo fare i puristi. Per imbruttirlo ci vogliono truccatori da film di fantascienza. Il personaggio del romanzo di Bukowski personifica lo scrittore stesso, che non era proprio un adone come il bravo attore americano, anzi.
Nel 1949 un paesino del Kansas è teatro di un delitto particolarmente efferato. Un'intera famiglia, genitori e 2 figli, massacrati a sangue freddo.
Le indagini portano rapidamente ad individuare i 2 colpevoli, 2 semplici ladri in preda a un momento di follia.
La Deneuve (divina!) è una mogliettina graziosa e perbene con difficoltà sessuali col marito. Ma... solo col marito. Egli personifica per lei l'amore, ma il sesso? Per quello, meglio farlo con estranei, in un bordello clandestino.
"...finché io sarò vivo lei sara viva, capisce?, perché l'amore è la vita eterna, è la vita e la morte, già, solo che nessuno mi vuole credere quando dico queste verità semplicissime.
anche qui, queste brave persone studiose che ci guidano, i professori, loro mi ascoltano, scrivono anche ma... ma, io mi accorgo benissimo che non mi credono... loro... scusi, ma adesso devo andare... mi chiamano"
Sicuramente uno dei capolavori del catalano Luis Buñuel e del cinema tutto.
Come in altri suoi film, la simbologia di gesti, scene, personaggi è qui spinta forse all'estremo.
ovvero: La Strada di San Giacomo
grande film di uno dei maestri del cinema : Luis Buñuel.
La strada di san giacomo sin dalle prime ere della cristianità veniva percorsa da pellegrini di tutta europa per raggiungere, appunto, Santiago de Compostela, in Spagna.
Film demenziale ma in realtà critico sui valori, sui costumi... divertentissimo.
I fratelli Coen, nel 1987, ci han saputo veramente fare.
Trama: cosa non si fa per avere dei figli e una famiglia numerosa.
da vedere assolutamente.
brooklyn nera e "broccolino" italiana, un po' di coreani, latino-americani, un quartiere che, soprattutto nelle giornate calde, puzza di benzina, e basta una scintilla per far scoppiare un incendio.
Uno dei film più strani e divertenti che abbia mai visto, dalla Danimarca, veramente molto particolare.
Adam è un neonazista che deve scontare un periodo rieducativo e viene inviato in una bizzarra comunità in una chiesa gestita da Ivan, un prete folle per ragioni...
Harvey Keitel è bravissimo a personificare questo tenente che è un condensato di vizi. Droga, alcool, qualche perversione sessuale, prevaricazioni di vario genere perpetuate grazie al distintivo.